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Mission

COMPITI DELLA AUTORITA’ DI AMBITO

Le funzioni dell’Autorità di Ambito possono essere suddivise in tre principali gruppi di attività:

  • La Dedalo Ambiente Ag3 S.p.A. ha lo scopo di organizzare la gestione dei rifiuti nell’Ambito Territoriale Ottimale n.3 della Provincia di Agrigento, ambito costituito dai comuni di:Licata, Canicattì. Palma di Montechiaro, Ravanusa, Campobello di Licata, Naro, Camastra e dalla Provincia Regionale di Agrigento.
  • Opera per superare la frammentazione delle gestioni, per conseguire economicità gestionale e per garantire efficienza ed efficacia alla gestione dei rifiuti.
  • Mira al conseguimento dell’autosufficenza per la gestione dei rifiuti solidi urbani all’interno del proprio territorio.
  • Per migliorare i servizi ambientali e promuovere la cultura della responsabilità ambientale.
  • Si pone come obiettivo primario la qualità nel servizio al cittadino/utente accrescendo la fiducia e la considerazione della collettività verso l’Autorità d’Ambito.

LA GESTIONE DI RIFIUTI URBANI IN AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI: La pianificazione – Il venir meno della privativa comunale per le attività di recupero.

L’evoluzione normativa in materia di gestione dei rifiuti urbani, di rapporto fra la pianificazione regionale e provinciale e il parziale venir meno della privativa comunale, di obbligo di gestione all’interno di ambiti territoriali ottimali, sta suscitando una evoluzione nel settore che può venire riassunta nei seguenti punti:

    1. La gestione dei rifiuti urbani, intesa complessivamente (raccolta, trasporto, smaltimento, recupero) è da intendersi come servizio pubblico, indipendentemente dal diritto di privativa, soggetto a disciplina pubblica specifica nonché a regime tariffario;
    2. La modifica introdotta dall’art. 23, comma 1, lett. e), della Legge n. 179/2002, ha effetto esclusivamente sul soggetto gestore del servizio (per l’attività di recupero non più necessariamente il Comune o suo concessionario), ma non influisce sulla disciplina complessiva della gestione dei rifiuti urbani e nello specifico sulle competenze di pianificazione come definite dal D. Lgs. 22/1997 e dalla L. R. 3/2000;
    3. La pianificazione ha per oggetto la gestione dei rifiuti urbani nel suo complesso, non solo una sua fase e non solo la previsione impiantistica;
    4. Il principio dell’autosufficienza impiantistica nell’ambito territoriale ottimale permane pienamente;
    5. Le modalità di gestione dei rifiuti urbani devono essere conformi alla pianificazione che, a sua volta, deve tener conto dell’offerta di smaltimento e recupero da parte del sistema sia pubblico che privato, e delle possibilità di potenziamento o ampliamento degli impianti esistenti, nonché la loro localizzazione (art. 8, comma 3, lett. e. L. R. 3/2000);
    6. Solo in assenza di impianti pubblici già in esercizio nell’Ambito, che possano soddisfare l’intero fabbisogno, è ipotizzabile che la pianificazione possa prevedere la realizzazione di nuovi impianti o soluzioni alternative di gestione;
In questo contesto, si realizzerebbe la portata innovativa dell’apertura al mercato: un soggetto privato potrebbe proporre la realizzazione di un impianto di trattamento e recupero di rifiuti urbani oppure l’autorità d’ambito, con procedura di evidenza pubblica potrebbe ricercare impianti esistenti, anche privati, cui affidare la gestione dei rifiuti; il tutto sempre conformemente alla pianificazione.

LA GESTIONE DEI RIFIUTI COME SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE: Obiettivi specifici minimi della raccolta differenziata riferita a carta, plastica, vetro, metalli ferrosi, metalli non ferrosi, legno, frazione umida, secco.

Gli obiettivi minimi restano assegnati per legge. Il conseguimento degli obiettivi minimi di raccolta differenziata risulta pertanto plausibile esclusivamente attraverso una forte spinta della differenziazione a monte a partire dalle frazioni progressivamente meglio utilizzabili. Peraltro non è pensabile che si differenzino frazioni poi non utilizzabili con assoluta certezza. Rimane peraltro ipotizzabile la messa in riserva di grandi quantitá di frazioni differenziate avendo cautela per la effettiva riutilizzabilitá, eventualmente anche in siti opportunamente attrezzati nell’ambito dei bacini destinati alle discariche di smaltimento finale, fatti salvi problemi tecnologici di stoccaggio compatibile ad una effettiva riutilizzazione dei materiali “puliti”.

LA GESTIONE DEI RIFIUTI COME EDUCAZIONE AMBIENTALE.

Un discorso a sé merita l’attività di educazione ambientale che la società si propone di svolgere in collaborazione con gli insegnanti sul tema della Raccolta Differenziata. Responsabilizzare i ragazzi fin dalla scuola materna al problema dei rifiuti significa iniziare presto un processo di educazione a comportamenti consapevoli e rispettosi dell’ambiente e della natura. Continua è la disponibilità a dare risposte alle diverse esigenze e alle iniziative proposte dagli insegnanti, prima di tutto fornendo loro materiali e suggerimenti utili per il loro lavoro programmato. La società, compatibilmente con le proprie esigenze, opera con le scuole anche supportandole nel rispetto delle proprie funzioni istituzionali.

LA GESTIONE DEI RIFIUTI COME RACCOLTA DIFFERENZIATA

Per far si che i nostri rifiuti vengano correttamente smaltiti e riciclati è necessario che siano mantenuti divisi a seconda del tipo di materiale di cui sono costituiti. L’obiettivo a cui dobbiamo tendere è quello di giungere alla netta separazione tra rifiuto secco e rifiuto umido.Attualmente la realizzazione di questo sistema o di sistemi equivalenti, comporterebbe una ristrutturazione globale del metodo di raccolta dei rifiuti, con spese enormi per gli enti pubblici. E’ necessario quindi avviarsi lungo questa strada con cautela, valutando sempre i pro e i contro e soprattutto tenendo presenti le caratteristiche e le realtà produttive di ogni territorio. Attualmente in Italia il 90% dei rifiuti solidi urbani finisce in discarica, il 6% viene incenerito, ed il 4% viene riciclato. Per capire in cosa consiste praticamente la raccolta differenziata incominciamo con il dire che la parte “secca” dei nostri rifiuti va innanzitutto distinta in secco riciclabile vetro, carta, plastica, alluminio, e secco non riciclabile, e parte “umida”, ossia gli scarti alimentari quali bucce della frutta, gusci delle uova, fondi del caffè, residui di pulizia delle verdure ecc. La parte organica dei nostri rifiuti dovrà essere conferita in appositi cassonetti o ritirata porta a porta per essere così avviata agli impianti di formazione del compost, (sostanza organica trasformata in terriccio fertile per attività di giardinaggio ed agricole).